è tanto che sono via, è tanto che non scrivo e non rifletto un po'.
l'assenza dal blog è stata causata anche da inconvenienti tecnici e, sinceramente, ho molto meno materiale da presentare, molti meno pensieri (e non riesco ad attivare la modalità minima del uindous media pleier).
nel frattempo io sto cambiando. sono diventato maggiorenne, e in fondo passo tipici periodi da paturnia adolescenziali. e in fondo questa è l'ultima estate ancora da "minorenne", ovvero con la prospettiva di un altro anno scolastico e di vita familiare "normale".
ma chissà. il viaggio in perù si farà o no? chissà.
tanto sono le cose in modalità "chissà". e què serà serà.
Isissibus*
mercoledì 1 luglio 2009
venerdì 17 aprile 2009
"Amori mannu di prima ‘olta l’aba si suggi tuttu lu meli di chista multa
Amori steddu di tutte l’ore di petralana lu battadolu di chistu core"
Questa pioggia fredda
che gocciola dal mio tetto
pare m'inviti,
pare mi chiami a sè.
Volentieri porrei il piede
nella scura e viscida strada bagnata,
se sapessi di poter essere purificato dalla rada pioggia,
se sapessi che le fredde gocce mi lavassero l'anima.
La pioggia, amorevole come madre,
mi avvolgerebbe e mi ripulirebbe,
conscia della mia colpa,
conscia del candore ignaro dell'innocente.
Come bestia ferita vagherebbe il mio animo
ai confini della città
e si rimprovererebbe la stoltezza,
e si rimprovererebbe i dolorosi sogni.
Oh com'era bello sognarti,
immaginando discorsi ed incontri!
Com'era bello stare lontani dalla verità dei fatti,
lontano dalla mia insignificanza ai tuoi occhi!
Ora i miei pensieri dilettanti
rimpiangono la debolezza davanti ai desideri,
rimpiagono di aver dimenticato
la già subita lezione.
Queste parole sicuramente avranno un tempo di inutilità ridicola ai miei occhi. Ma il valore che in futuro potremo dare ai nostri pensieri sminuisce la forza e l'importanza attuali delle sensazioni che portano alla formulazione delle parole? è uno sfogo questo, per tante cose in realtà anche se pare incentrato su un solo argomento. Ogni tanto ne ho bisogno anch'io, diamine.
lunedì 6 aprile 2009
Via Crucis D'Abruzzo
Splendevano le strade,
splendevano le finestre
alla tremolante rubiconda luce
di centinaia di candele.
Le strade erano un tempio
e passi di lutto vi passavano
attenti a smuovere appena
quel sanguigno tremolio e la polvere appena posata.
Ecco, passa la processione,
Cori, camici, lampeggianti,
sacre lettere, bestemmie, e le stelle e la luna
affacciate dagli occhi indiani di una bimba spaventata.
Ecco, è tutto finito.
Ecco, si spengono macchinari, si smontano impalcature.
La strada rimane ingombra di detriti,
logorata dalle macerie del quotidiano.
Ed unica effimera guardia
rimane una croce di chiaro legno
ad un mondo troppo silenzioso,
tenacemente abbarbicata ad una rugginosa ringhiera.
venerdì 3 aprile 2009
La Via Crucis dell'Uomo
Questa sera è stata particolare. Bella. Strana. Illuminante.
C'era la via crucis pasquale di quartiere. Mia voglia vicina allo 0, durante il pomeriggio, con i preparativi. Eppure...
Sono uscito, all'inizio. Io avrei dovuto leggere la quarta stazione, quella che avevamo preparato sotto casa mia. Ho deciso di approfittare del tempo che avevo. Ho preso la mia fedele macchina fotografica e sono andato a riprendere la stupenda scenografia delle vie e delle case buie illuminate dai lumini alle finestre, ai balconi e ai bordi delle strade e dai fari messi alla varie stazioni. Poca gente in giro, tutti dietro il corteo. E ho incontrato una mia anziana vicina, la nonna di un mio vecchio amico. Abbiamo parlato un po', del più e del meno, il solito, insomma. ma nel frattempo siamo stati avvicinati da una famiglia di indiani (credo siano indiani) che abita in un palazzo vicino. Non avevano mai visto una scena del genere, soprattutto le due ragazzine, che avranno avuto undici o dodici anni. Sveglie, spigliate, e senza timore di parlare. Hanno chiesto a me e alla vicina anziana che cosa significasse tutto quell'apparato, per loro assolutamente sconosciuto e incomprensibile. E gliel'abbiam spiegato. Loro hanno capito (anche grazie alle ragazzine che hanno spiegato nella loro lingua alcuni concetti difficili) e, soddisfatti, se ne sono andati.
Questa è stata una delle cose più belle che mi siano capitate. Vicini stranieri ci hanno avvicinato, hanno tentato di capire i nostri altarini, le nostre tradizioni, senza giudizio. E questo in barba a tutti quelli che affermano la pericolosità e la chiusura di tutti gli stranieri nella nostra società.
Mi è sembrato di vivere in una situazione che ritenevo esistere solo nei libri: gente con idee, origini, tradizioni, religioni diverse compie gesti di normale convivenza civile, magari anche di vivere qualcosa dell'altro. è inesprimibile quello che provo. vorrei mi capitasse più spesso.
C'era la via crucis pasquale di quartiere. Mia voglia vicina allo 0, durante il pomeriggio, con i preparativi. Eppure...
Sono uscito, all'inizio. Io avrei dovuto leggere la quarta stazione, quella che avevamo preparato sotto casa mia. Ho deciso di approfittare del tempo che avevo. Ho preso la mia fedele macchina fotografica e sono andato a riprendere la stupenda scenografia delle vie e delle case buie illuminate dai lumini alle finestre, ai balconi e ai bordi delle strade e dai fari messi alla varie stazioni. Poca gente in giro, tutti dietro il corteo. E ho incontrato una mia anziana vicina, la nonna di un mio vecchio amico. Abbiamo parlato un po', del più e del meno, il solito, insomma. ma nel frattempo siamo stati avvicinati da una famiglia di indiani (credo siano indiani) che abita in un palazzo vicino. Non avevano mai visto una scena del genere, soprattutto le due ragazzine, che avranno avuto undici o dodici anni. Sveglie, spigliate, e senza timore di parlare. Hanno chiesto a me e alla vicina anziana che cosa significasse tutto quell'apparato, per loro assolutamente sconosciuto e incomprensibile. E gliel'abbiam spiegato. Loro hanno capito (anche grazie alle ragazzine che hanno spiegato nella loro lingua alcuni concetti difficili) e, soddisfatti, se ne sono andati.
Questa è stata una delle cose più belle che mi siano capitate. Vicini stranieri ci hanno avvicinato, hanno tentato di capire i nostri altarini, le nostre tradizioni, senza giudizio. E questo in barba a tutti quelli che affermano la pericolosità e la chiusura di tutti gli stranieri nella nostra società.
Mi è sembrato di vivere in una situazione che ritenevo esistere solo nei libri: gente con idee, origini, tradizioni, religioni diverse compie gesti di normale convivenza civile, magari anche di vivere qualcosa dell'altro. è inesprimibile quello che provo. vorrei mi capitasse più spesso.
Isissibus*
giovedì 12 marzo 2009
Pupille
Composta di brezze e di profumi
la tua immagine scorre e galleggia,
un po' più che sogno,
un po' meno che creatura completa
davanti ai miei occhi
velati da stordente torpore e troppo forti
luccichii di sole.
Nell'atmosfera troppo vivida del sogno
vedo la tua ombra vagare nei vortici
di quella vita che chiamiamo polvere
illuminata dal caldo morente sole
filtrante da quella finestra,
via d'uscita per il nostro eccesso di desideri.
Miro il tuo occhio scuro
e la pupilla sembra un pozzo semza fondo
dove mi pare di cadere
fino allo svenimento,
fino a perdere me stesso.
Ma son solo sogni, sono sensazioni stanche,
sono proiezioni, quasi ologrammi.
Cantastorie maledetta, scendi dal tuo trono di fil di ferro
degno di una tigre di carta.
Zittisci il tuo canto malaugurato, e non confondere il sogno,
non confondere la ricerca faticosa.
Finalmente mi quieto, finalmente è silenzio.
Finalmente posso perdermi nel nero delle tue pupille.
(la prima parte è adattata da Flaubert. Non si creda che io sia così bravo)
la tua immagine scorre e galleggia,
un po' più che sogno,
un po' meno che creatura completa
davanti ai miei occhi
velati da stordente torpore e troppo forti
luccichii di sole.
Nell'atmosfera troppo vivida del sogno
vedo la tua ombra vagare nei vortici
di quella vita che chiamiamo polvere
illuminata dal caldo morente sole
filtrante da quella finestra,
via d'uscita per il nostro eccesso di desideri.
Miro il tuo occhio scuro
e la pupilla sembra un pozzo semza fondo
dove mi pare di cadere
fino allo svenimento,
fino a perdere me stesso.
Ma son solo sogni, sono sensazioni stanche,
sono proiezioni, quasi ologrammi.
Cantastorie maledetta, scendi dal tuo trono di fil di ferro
degno di una tigre di carta.
Zittisci il tuo canto malaugurato, e non confondere il sogno,
non confondere la ricerca faticosa.
Finalmente mi quieto, finalmente è silenzio.
Finalmente posso perdermi nel nero delle tue pupille.
(la prima parte è adattata da Flaubert. Non si creda che io sia così bravo)
mercoledì 11 marzo 2009
Minacce scolastiche
Alla Famiglia di
CIVIDINI ISACCO
Circ. n .159
Oggetto: utilizzo badge. Profili disciplinari.
Da un controllo effettuato è emerso il sistematico mancato utilizzo, da parte degli studenti destinatari della presente comunicaizone, del sistema di rilevazione elttronica delle presenze (badge), con conseguenze negative anche sul lavoro della segreteria e del personale ATA.
Come era stato già precedentemente comunicato, tale sistematica inosservanza costituisce una violazione delle norme di comportamento che la scuola si è data, con possibili conseguenze sul piano della valutazione del comportamento.
Si avvisa che entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione sarà effettuato un ulteriore controllo all'esito del quale saranno presi i conseguenti provvedimenti del caso. Invito pertanto gli studenti all'osservanza di quanto stabilito in proposito dall'Istituto, in uno spirito di LEALE COLLABORAZIONE TRA LE DIVERSE COMPONENTI.
Bergamo, 7 marzo 2009
Il Digerente scolastico
Giovanna quella lì.
c'è anche bisogno di commentare?
CIVIDINI ISACCO
Circ. n .159
Oggetto: utilizzo badge. Profili disciplinari.
Da un controllo effettuato è emerso il sistematico mancato utilizzo, da parte degli studenti destinatari della presente comunicaizone, del sistema di rilevazione elttronica delle presenze (badge), con conseguenze negative anche sul lavoro della segreteria e del personale ATA.
Come era stato già precedentemente comunicato, tale sistematica inosservanza costituisce una violazione delle norme di comportamento che la scuola si è data, con possibili conseguenze sul piano della valutazione del comportamento.
Si avvisa che entro 10 giorni dalla ricezione della presente comunicazione sarà effettuato un ulteriore controllo all'esito del quale saranno presi i conseguenti provvedimenti del caso. Invito pertanto gli studenti all'osservanza di quanto stabilito in proposito dall'Istituto, in uno spirito di LEALE COLLABORAZIONE TRA LE DIVERSE COMPONENTI.
Bergamo, 7 marzo 2009
Il Digerente scolastico
Giovanna quella lì.
c'è anche bisogno di commentare?
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