Forse la vita
è un continuo correggere
e correggersi.
Forse i momenti
che paiono dimenticati,
troppo lontani,
hanno in destino una nuova vita
nel momento della fine
e del riposo.
Chissà cosa sogna
la mente azzoppata
ora rinchiusa in un mondo disinfettato,
scrigno arrugginito ed abbandonato,
forse ormai senza chiave, sigillato,
pieno di ricordi, di viaggi,
di una vita che ha segnato anche me.
Forse gli anni, i passi compiuti,
a me solo accennati o lasciati intendere
da una memoria morente,
ora rivivono,
e null'altro ha senso
e quegli occhi non parlano
e mi fissano.
Sono fuori,
sono vivo,
sono in forze.
Ma qualcosa di me
è rimasto indietro
e si annebbia
e si incrina
là, in un angolo
su una poltrona verde
in una stanza asettica.
venerdì 15 gennaio 2010
domenica 3 gennaio 2010
A mia madre
Non è facile vivere continuamente
giorno per giorno,
anno dopo anno.
È difficile affrontare sempre tutto.
Essere punto di riferimento
per gli altri
può far dimenticare sé stessi,
può cambiarci.
Ma in fondo
Nessuno di noi è sempre sé stesso.
Ogni persona è tante altre umanità
In sequenza, come in un film.
Siamo tante persone insieme
E tante diventeremo, sempre.
È inumano chi rimane fermo e immobile,
non conosce la vita.
Perdona al tempo
Quello che fa di noi.
In fondo vivere è sempre una grande, imprevista giostra.
giorno per giorno,
anno dopo anno.
È difficile affrontare sempre tutto.
Essere punto di riferimento
per gli altri
può far dimenticare sé stessi,
può cambiarci.
Ma in fondo
Nessuno di noi è sempre sé stesso.
Ogni persona è tante altre umanità
In sequenza, come in un film.
Siamo tante persone insieme
E tante diventeremo, sempre.
È inumano chi rimane fermo e immobile,
non conosce la vita.
Perdona al tempo
Quello che fa di noi.
In fondo vivere è sempre una grande, imprevista giostra.
venerdì 6 novembre 2009
Cristallino buio
Che mi divide dalle stelle?
un'aria tagliente,
un affilato vetro.
Brillano, là nel nero.
Che altro posso fare
se non vedere in ognuna di esse
il riflesso del sole, della luna,
della luce,
immaginandoli nel nero profondo
delle tue pupille?
Nel cristallino buio
mi rimanga almeno il sogno
di poterti vedere e toccare.
un'aria tagliente,
un affilato vetro.
Brillano, là nel nero.
Che altro posso fare
se non vedere in ognuna di esse
il riflesso del sole, della luna,
della luce,
immaginandoli nel nero profondo
delle tue pupille?
Nel cristallino buio
mi rimanga almeno il sogno
di poterti vedere e toccare.
martedì 3 novembre 2009
Culla e giaciglio
Sto sdraiata e sento il sole e il vento
che mi corrono sulle guance.
Circondato da tranquillità, da pace,
sale un pulsare profondo,
una richiesta latente,
un eco lontano
di paura e piacere,
gioia e tremore,
un destino, che forse si compirà.
Il mio ventre, a tanto destinato.
C'è pace, e calma,
ed è facile dimenticare,
è facile sperare e immergersi
nella sensualità del vento.
E' inutile pensare
all'inevitabile foglia caduta,
al nuovo futuro autunno.
Darò vita, amerò!
E sarà quel che sarà.
Il mio ventre ritmico vive
e già sogno il mondo,
culla e giaciglio per tutti noi.
strana storia, questa composizione... forse la racconterò prima o poi XD
che mi corrono sulle guance.
Circondato da tranquillità, da pace,
sale un pulsare profondo,
una richiesta latente,
un eco lontano
di paura e piacere,
gioia e tremore,
un destino, che forse si compirà.
Il mio ventre, a tanto destinato.
C'è pace, e calma,
ed è facile dimenticare,
è facile sperare e immergersi
nella sensualità del vento.
E' inutile pensare
all'inevitabile foglia caduta,
al nuovo futuro autunno.
Darò vita, amerò!
E sarà quel che sarà.
Il mio ventre ritmico vive
e già sogno il mondo,
culla e giaciglio per tutti noi.
strana storia, questa composizione... forse la racconterò prima o poi XD
martedì 22 settembre 2009
Nell'attesa
E del gigante che ero,
che mi credevo,
hai fatto corpo morto,
un fiore in attesa di essere colto.
mercoledì 9 settembre 2009
terrorismo rosso e nero
"uccisi perchè? per il sogno di un gruppo di esaltati che giocavano a fare la rivoluzione, si illudevano di essere spiriti eletti, anime belle votate ad una nobile utopia senza rendersi conto che i veri "figli del popolo", come li chiamava pasolini, stavano dall'altra parte, erano i bersagli della loro stupida follia."
sabato 5 settembre 2009
Canto della donna luminosa
E' una gran luce, lassù.
Una perla in cielo,
come l'orecchino, o l'anello
che è offerto in dono
allo sguardo furbo della Donna.
Ci son tante piccole luci, laggiù.
E' come se per me, in notti particolari,
simili a questa,
quando la perla in cielo
sembra avvolta da lontano
dalla madreperla di vaghe nuvole,
tu ti facessi bella,
con un vestito brillante,
come una cascata di gemme frantumate,
distesa, placida sorniona, ronfante.
Abbracci gli sguardi persi di chi mi è vicino
o di chi oltrepasso camminando sull'erba.
Sembri golosa e maliziosa,
ma sei troppo per me.
Troppo grande, luminosa, ricca florida e splendente
per essere appagata dal mio mio occhio senza speranze.
Forse fingi.
Forse sei un'altra maledetta tentatrice,
che vuole stordirci e farci dimenticare
il sangue che pulsa due dita sottoterra,
che grida un filo sotto pelle.
Ma non so cosa sei.
forse è meglio, forse è giusto
che io vada perdendomi
lungo il tuo miraggio,
dentro il tuo tesoro di brillanti.
Sussurra, sussurrami ancora, ti prego...
"Piccolo ragazzino, lascia stare
la mia vecchia pietra,
non farti ere dalle vertigini
guardandomi nelle mie grandi dolcezze.
Forse son sogno, forse miraggio,
forse tentazione o gioia d'un istante.
Io sono quella che devo essere.
Sono tutto in ogni momento,
io son quello che vedono i tuoi occhi.
Tu decidi cosa sono o non sono,
tu decidi se sono o non sono".
E forse il capo è stanco
e l'anima sfonda per troppi sogni,
pulsa, ritma e forte,
lì sotto, nella caviglia.
La notte finirà.
La perla in dono sparirà, non colta.
Chiudo gli occhi
e divento rugiada.
Una perla in cielo,
come l'orecchino, o l'anello
che è offerto in dono
allo sguardo furbo della Donna.
Ci son tante piccole luci, laggiù.
E' come se per me, in notti particolari,
simili a questa,
quando la perla in cielo
sembra avvolta da lontano
dalla madreperla di vaghe nuvole,
tu ti facessi bella,
con un vestito brillante,
come una cascata di gemme frantumate,
distesa, placida sorniona, ronfante.
Abbracci gli sguardi persi di chi mi è vicino
o di chi oltrepasso camminando sull'erba.
Sembri golosa e maliziosa,
ma sei troppo per me.
Troppo grande, luminosa, ricca florida e splendente
per essere appagata dal mio mio occhio senza speranze.
Forse fingi.
Forse sei un'altra maledetta tentatrice,
che vuole stordirci e farci dimenticare
il sangue che pulsa due dita sottoterra,
che grida un filo sotto pelle.
Ma non so cosa sei.
forse è meglio, forse è giusto
che io vada perdendomi
lungo il tuo miraggio,
dentro il tuo tesoro di brillanti.
Sussurra, sussurrami ancora, ti prego...
"Piccolo ragazzino, lascia stare
la mia vecchia pietra,
non farti ere dalle vertigini
guardandomi nelle mie grandi dolcezze.
Forse son sogno, forse miraggio,
forse tentazione o gioia d'un istante.
Io sono quella che devo essere.
Sono tutto in ogni momento,
io son quello che vedono i tuoi occhi.
Tu decidi cosa sono o non sono,
tu decidi se sono o non sono".
E forse il capo è stanco
e l'anima sfonda per troppi sogni,
pulsa, ritma e forte,
lì sotto, nella caviglia.
La notte finirà.
La perla in dono sparirà, non colta.
Chiudo gli occhi
e divento rugiada.
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