venerdì 14 marzo 2008

rosso di sera (o i canti di una pozzanghera)

tra il ticchettio
della bicicletta
passa lo sguardo
tra vetri e cancelli
come frecce, o vespe.
si dorme come lucertole, sui gradini
e ci si azzuffa con i cani, nei giardini

rosso di sera
ruga nel cielo
taglio sulla pelle
lacrime di sole

sole e pozzanghere
foglie nuove sui rami
che buttano verde luce
su quelle marce.
il vecchio zappa
attorno alle piante
e morde il ferro il cane

rosso di sera
ombra sulla terra
ombra di albero
fuoco di candela

se trema la superficie della pozzanghera
è per un sogno di fiume
e bagni tra le rocce.
batte come un cuore, l'acqua
forse è da questi scoli
che nasce la montagna.

rosso di sera
luci sfreccianti
vento caldo e stelle
montagna coperta d'oro notturno

capita a volte
di guardare in occhi di bambina
e scoprire qualcosa di vecchio,
doloroso e dimenticato
tra le tante, troppe rughe
su una mano,
in una macchia nascosta
dietro ad una pupilla.

rosso di sera
brucia la carne
e chiude gli occhi.
il caldo berrà le pozze
come la mano ferita e rugosa
quasi terra seccata,
beve le stille
della speranza e del dolore
che nascono dalla brace e dal ghiaccio.

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