venerdì 2 maggio 2008

Maggio

avevo un cane
che a volte sognava
quando alzava il muso
e fiutava l'odore che fa
l'ombra delle rondini.

c'era un gatto
che dormiva sulla schiena
delle oche
e si arrampicava sulle reti.

ho visto oggi un campo di segale
che chiedeva solo
qualcuno che ci corresse
all'infinito.

c'era in quel campo
un papavero
come faro
in mezzo a quell'ondulato mare
color di verderame dorato.

mi diceva
"prendimi".

io lo feci
e me ne andai
con il suo sapore in bocca
e un cane al guinzaglio.

sabato 26 aprile 2008

Specchio di terra

Seduti sulla pietra
in mezzo agli sguardi
della gente
ci abbracciamo
e incrociamo per l'ultima volta i piedi
in una danza giovane
nata da un battere di mani
e da un'armonica.

Giovani sguardi
legati in tanti nodi.
Vi vedo girare in un vortice
di colori e musica.

Oggi era l'ultima volta
di noi sotto gli alberi
tutti insieme.
La primavera muta in estate
e figliano le rondini.

Girotondo con battimani
respiri mischiati
e silenziosi saluti.

Quanto è cambiato
quanto ha cucito e strappato
la vita.

Così tanti, così diversi,
tanto duri
ma pronti a dormire sulle spalle d'altri
coraggiosi
ma necessari gli uni degli altri.

Il momento è finito
e se ne va ognuno
per la propria strada.
Di noi ragazzi
chissà cosa rimarrà
se i ricordi resisteranno
al mutare del tempo
alle crepe dell'anima.
Non saremo più bambini
e la terra ci chiamerà a sè.
Ci specchieremo nel cielo
e ne avremo lo stesso colore.
E allora ci ritroveremo
tra le stelle

mercoledì 23 aprile 2008

falò nei campi

se viaggi tra i campi
durante un piovoso aprile,
ti può capitare di avere miraggi:
vedi tornare l'autunno
e la nebbia ti bacia gli occhi.
le nebbia, fredda sciarpa di visone
rincorre i contadini
che bruciano i rami potati.
la nebbia mi fa danzare
sulle tue spalle.
e se è aprile
riderò
e ti porterò in un baccanale
di merli, dove si canta
e ci si ubriaca,
dove fiori mascalzoni
ti fanno l'occhiolino
e le rondini non strizzano
ingozzandosi di liquor di nettare.
brucia la stoppia attorno alla strada
e nudi ballano bambini e lupi.
il cielo e la terra si ribaltano
e sulle isole di nuvole
nevica cacao.

gira e rigira
gira e rigira
gira e rigira
piccola stella
sei tu che dici all'occhio che vedere
e sei tu che dici al mondo
come essere.

domenica 13 aprile 2008

commento politico

è davvero tanto tempo che non scrivo qua, ma per vari motivi non potevo\volevo scrivere.
ora scrivo, e cambiò un po' tono. oggi, e domani, si vota.
si vota.... ebbene? si vota. questa volta tutto è messo male. si dice che la gente sia apatica, ma a quanto pare lo sono tutti, candidati compresi. fa un ostrano effetto vedere, nelle enormi distese di cartelli elettorali, ampi spazi libero non coperti da manifesti di alcun tipo. come mai questo silenzio politico?

non voglio commentare le idee e le proposte (insane) dei vari partitozzi, a partire dall'ipocrisia delle liste civiche "anti aborto" (idioti, detto concisamente)(e questo èl'unico commento che mi permetto, anche se già sgaror riguardo a quello che ho detto prima,. ma vabbè, concedetemelo).
vorrei parlare della gente, di noi. l'anno prossimo potrò votare anch'io (se si votasse dopo giugno). ma già da quest'anno sono stanco di ogni cosa. mio padre mi ha dato esempi di disillusione profonda. il problema è che lui ha 64 anni, ha passato e fatto di tutto. è piuttosto inquietante il fatto che io, e tanti come me, a 17 anni si ritrovino senza alcuna voglia di ascoltare questi tizi.
è inutile che parlino, sappiamo tutti, già adesso, che ogni cosa fatta da loro è quasi inutile, perchè per una cosa utile a noi ce ne sono quattro a favore unicamente loro.
cerco di non cadere nella banalità, nelle cose dette, trite e ritrite pur tanto vere (infatti la cosa migliore per uccidere una notizia è continuare a parlarne).
quello di cui sono stufo è la fede cieca che molti presentano per questi personaggi, moralmente discutibili. sono stufo di sentirmi dare, in un luogo, del "comunista di merda" e in un altro del "fascista di merda", quando non sono niente di queste cose.
sono stufo di vedere la gente credere all'ipocrisia dei giornali e delle pubblicità, delle chiamate a casa fatte da dischi registrati con tono dolce, accattivante e rassicurante.

il problema di tutto è che ci si dimentica dell'uomo. ci si dimentica dell'altro, nonostante le belle parole. allora vadano a quel paese quelli che per un ideale o per l'altro vanno a parlarmi di etica, economia, sicurezza, cip & ciop.
finchè si dimenticheranno degli uomini, delle persone, non s'approderà a nulla. e allora andranno a morire gli ideali. pensare all'uomo, al fratello, non al proprio portafogli.

Isissibus

venerdì 14 marzo 2008

rosso di sera (o i canti di una pozzanghera)

tra il ticchettio
della bicicletta
passa lo sguardo
tra vetri e cancelli
come frecce, o vespe.
si dorme come lucertole, sui gradini
e ci si azzuffa con i cani, nei giardini

rosso di sera
ruga nel cielo
taglio sulla pelle
lacrime di sole

sole e pozzanghere
foglie nuove sui rami
che buttano verde luce
su quelle marce.
il vecchio zappa
attorno alle piante
e morde il ferro il cane

rosso di sera
ombra sulla terra
ombra di albero
fuoco di candela

se trema la superficie della pozzanghera
è per un sogno di fiume
e bagni tra le rocce.
batte come un cuore, l'acqua
forse è da questi scoli
che nasce la montagna.

rosso di sera
luci sfreccianti
vento caldo e stelle
montagna coperta d'oro notturno

capita a volte
di guardare in occhi di bambina
e scoprire qualcosa di vecchio,
doloroso e dimenticato
tra le tante, troppe rughe
su una mano,
in una macchia nascosta
dietro ad una pupilla.

rosso di sera
brucia la carne
e chiude gli occhi.
il caldo berrà le pozze
come la mano ferita e rugosa
quasi terra seccata,
beve le stille
della speranza e del dolore
che nascono dalla brace e dal ghiaccio.

giovedì 13 marzo 2008

Suoni di uomini

come suonano le lacrime?
cadono come macigni
e trema per loro la terra
volano come foglie
e tace per loro il vento.

come suona il cuore?
grancassa di sangue
che gonfia le vene,
pausa improvvisa
nel freddo dell'adrenalina e della paura

come suona il respiro?
urlo strozzato
nell'estasi e nel dolore.
calma dopo la tempesta,
appagato e e sereno

come suona il silenzio tra due pensieri?
pausa di paradiso
valanga che sale dalla gola
scoppio e fuga
attimo di divinità

come suona l'uomo?
suona del rumore che fanno i capelli
e dei passi leggeri, invisibili,
continui, inarrestabili
verso il salto nella luce.

lunedì 3 marzo 2008

la vita dell'erba

"il più minuscolo germoglio
ci dimostra che in realtà
non vi è morte, e se mai
c'è stata conduceva alla vita, e
non aspetta il termine per arrestarla.
e che cessò nell'istante in
cui la vita apparve"

Walt Whitman



dal davanzale
tra i fiori
fa spuntare un baffo
un gatto.
sotto gli occhi gialli
ti sollevavo per la vita,
sottile come un soffio di vento.
che valore ha la giacca scura
e l'umido sulle scarpe
che sale dalle mattonelle
bagnate dalla pioggia?
sarebbe più utile
un'ora tra voli di tortore
e quiete di città,
su nell'aria, dimora di campanili.
inventerò il tuo nome
seguendo il ritmo
del mio respiro
nel vederti.
e che sia acqua, ponte,
casa, automobile,
nuvola o roccia qualsiasi
il luogo dove incontreremo
l'immortalità di ognuno
che sta nella gola dell'altro.