venerdì 14 marzo 2008

rosso di sera (o i canti di una pozzanghera)

tra il ticchettio
della bicicletta
passa lo sguardo
tra vetri e cancelli
come frecce, o vespe.
si dorme come lucertole, sui gradini
e ci si azzuffa con i cani, nei giardini

rosso di sera
ruga nel cielo
taglio sulla pelle
lacrime di sole

sole e pozzanghere
foglie nuove sui rami
che buttano verde luce
su quelle marce.
il vecchio zappa
attorno alle piante
e morde il ferro il cane

rosso di sera
ombra sulla terra
ombra di albero
fuoco di candela

se trema la superficie della pozzanghera
è per un sogno di fiume
e bagni tra le rocce.
batte come un cuore, l'acqua
forse è da questi scoli
che nasce la montagna.

rosso di sera
luci sfreccianti
vento caldo e stelle
montagna coperta d'oro notturno

capita a volte
di guardare in occhi di bambina
e scoprire qualcosa di vecchio,
doloroso e dimenticato
tra le tante, troppe rughe
su una mano,
in una macchia nascosta
dietro ad una pupilla.

rosso di sera
brucia la carne
e chiude gli occhi.
il caldo berrà le pozze
come la mano ferita e rugosa
quasi terra seccata,
beve le stille
della speranza e del dolore
che nascono dalla brace e dal ghiaccio.

giovedì 13 marzo 2008

Suoni di uomini

come suonano le lacrime?
cadono come macigni
e trema per loro la terra
volano come foglie
e tace per loro il vento.

come suona il cuore?
grancassa di sangue
che gonfia le vene,
pausa improvvisa
nel freddo dell'adrenalina e della paura

come suona il respiro?
urlo strozzato
nell'estasi e nel dolore.
calma dopo la tempesta,
appagato e e sereno

come suona il silenzio tra due pensieri?
pausa di paradiso
valanga che sale dalla gola
scoppio e fuga
attimo di divinità

come suona l'uomo?
suona del rumore che fanno i capelli
e dei passi leggeri, invisibili,
continui, inarrestabili
verso il salto nella luce.

lunedì 3 marzo 2008

la vita dell'erba

"il più minuscolo germoglio
ci dimostra che in realtà
non vi è morte, e se mai
c'è stata conduceva alla vita, e
non aspetta il termine per arrestarla.
e che cessò nell'istante in
cui la vita apparve"

Walt Whitman



dal davanzale
tra i fiori
fa spuntare un baffo
un gatto.
sotto gli occhi gialli
ti sollevavo per la vita,
sottile come un soffio di vento.
che valore ha la giacca scura
e l'umido sulle scarpe
che sale dalle mattonelle
bagnate dalla pioggia?
sarebbe più utile
un'ora tra voli di tortore
e quiete di città,
su nell'aria, dimora di campanili.
inventerò il tuo nome
seguendo il ritmo
del mio respiro
nel vederti.
e che sia acqua, ponte,
casa, automobile,
nuvola o roccia qualsiasi
il luogo dove incontreremo
l'immortalità di ognuno
che sta nella gola dell'altro.