venerdì 15 gennaio 2010

Riflessione da una stanza asettica (Senza Emozione)

Forse la vita
è un continuo correggere
e correggersi.

Forse i momenti
che paiono dimenticati,
troppo lontani,
hanno in destino una nuova vita
nel momento della fine
e del riposo.
Chissà cosa sogna
la mente azzoppata
ora rinchiusa in un mondo disinfettato,
scrigno arrugginito ed abbandonato,
forse ormai senza chiave, sigillato,
pieno di ricordi, di viaggi,
di una vita che ha segnato anche me.
Forse gli anni, i passi compiuti,
a me solo accennati o lasciati intendere
da una memoria morente,
ora rivivono,
e null'altro ha senso
e quegli occhi non parlano
e mi fissano.

Sono fuori,
sono vivo,
sono in forze.
Ma qualcosa di me
è rimasto indietro
e si annebbia
e si incrina
là, in un angolo
su una poltrona verde
in una stanza asettica.

domenica 3 gennaio 2010

A mia madre

Non è facile vivere continuamente
giorno per giorno,
anno dopo anno.
È difficile affrontare sempre tutto.
Essere punto di riferimento
per gli altri
può far dimenticare sé stessi,
può cambiarci.
Ma in fondo
Nessuno di noi è sempre sé stesso.
Ogni persona è tante altre umanità
In sequenza, come in un film.
Siamo tante persone insieme
E tante diventeremo, sempre.
È inumano chi rimane fermo e immobile,
non conosce la vita.
Perdona al tempo
Quello che fa di noi.
In fondo vivere è sempre una grande, imprevista giostra.