Forse la vita
è un continuo correggere
e correggersi.
Forse i momenti
che paiono dimenticati,
troppo lontani,
hanno in destino una nuova vita
nel momento della fine
e del riposo.
Chissà cosa sogna
la mente azzoppata
ora rinchiusa in un mondo disinfettato,
scrigno arrugginito ed abbandonato,
forse ormai senza chiave, sigillato,
pieno di ricordi, di viaggi,
di una vita che ha segnato anche me.
Forse gli anni, i passi compiuti,
a me solo accennati o lasciati intendere
da una memoria morente,
ora rivivono,
e null'altro ha senso
e quegli occhi non parlano
e mi fissano.
Sono fuori,
sono vivo,
sono in forze.
Ma qualcosa di me
è rimasto indietro
e si annebbia
e si incrina
là, in un angolo
su una poltrona verde
in una stanza asettica.
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