lunedì 26 maggio 2008

Murmure

sotto i tetti delle vecchie case,
spiccate verso l'alto
e aggrappate alcune al cielo
e altre alla terra,
abitano le rondini
e il loro canto
è come un murmure torrente.

guardando le città dall'alto,
le vedi stese ai tuoi piedi
e tra il vento,
le foglie gialle
e i fogli senza padroni
sale la voce del lavoro umano,
un murmore ronzio
di pensieri e forza meccanica.

nei dormitori
che escono dall'invernale letargo
di notte
si diffonde il respiro
di tanti giovani,
e la promiscuità
rompe ogni barriera
e gli amori,
fugaci come farfalle notturne,
riempiono i corridoi
di un murmure fremito.

il rumore, i lsuono
sono l'essenza del silenzio
anche tra gli spazi siderali
mormora il boato
di ciò che esiste.

martedì 20 maggio 2008

maggio

c'è aria tersa
che sberluccica del grigio
di nuovle ancota gonfie di pioggia.

ci sono nuvole scure e chiare
che galoppano
o dormono come giganti.

c'è pioggia, triste d'autunno
passato sulle rive di un fiume quieto
per la troppa acqua ormai fatta passare
sotto i tanti ponti.

c'è una campagna,
irrorata e coltivata
che si bea del massaggio dell'acqua,
del solletico dei vortici di vento

c'è un fiume, tanto rissoso
quanto mingherlino,
che si gonfia per un'offesa
e si spegne nel deliquio
dei pomeriggi estivi.

c'è una notte,
o ce ne sono tante
in cui cantando sulle pozzanghere
ci beviamo la pioggia
che per quanto fredda
riscalda più di tante trasparenti bottiglie.

ci sono persone, che colorano la pioggia
e me la posano nel cuore,
come dono gradito,
come pegno duraturo.
è per loro che la pioggia
riscalda più del sole.

venerdì 9 maggio 2008

09\05\78 -----> 09\05\08

"Era una notte buia nello Stato Italiano
quella del 9 maggio '78
la notte di via Caetani
del corpo di Aldo Moro
l'alba dei funerali di uno Stato"
Aldo Moro - Roma - 09\05\78
Giuseppe Impastato - Cinisi - 09\05\78

venerdì 2 maggio 2008

Maggio

avevo un cane
che a volte sognava
quando alzava il muso
e fiutava l'odore che fa
l'ombra delle rondini.

c'era un gatto
che dormiva sulla schiena
delle oche
e si arrampicava sulle reti.

ho visto oggi un campo di segale
che chiedeva solo
qualcuno che ci corresse
all'infinito.

c'era in quel campo
un papavero
come faro
in mezzo a quell'ondulato mare
color di verderame dorato.

mi diceva
"prendimi".

io lo feci
e me ne andai
con il suo sapore in bocca
e un cane al guinzaglio.