martedì 2 dicembre 2008

Vetro Appannato

Nera opale luminescente
ammicca oltre le fronde.
Finalmente mi rendo conto
che per respirare
mi basta levare lo sguardo dalla strada.

Pupilla tesa sui fari rossi dell'auto,
pioggia battente, fine, fitta,
mantello di stelle,
troppo veloci ed audaci
per abbagliarmi, perse nel fluire dei fari.
Freddo d'avorio fuori,
caldo vitale dentro.
Vetro appannato, in mezzo.

Giovane donna,
piccola ragazzina, quasi bambina,
stesa sul davanzale,
senza punti rossi d'auto davanti,
senza fronde
attraversate da nere opali.
Sguardo fisso, quasi intarsiato,
perso, sul vetro appannato.

Famiglie di pozzanghere d'importazione,
in viaggio con sconti comitive,
rotolano per i pendii
e nascono da foglie d'ippocastano;
sarebbe bello poter dire
che i vecchi muri di vetro diverranno,
e che i cuori all'unisono batteranno,
e nessuno potrà fermarli,
e nessuno vorrà fermarsi.

Bello poter vedere, poter sapere,
poter fare e trasformare,
ma a quanto pare, stasera,
anche l'asfalto s'è appannato.

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