"Quello che non ho è questa prateria per correre più in fretta della malinconia"
Nel freddo pungente
di un fiacco inverno morente
mi sento tremare
davanti a quella luminosa goccia di splendore
che brilla nel cielo,
che splende anche nel dell'ombra il nero.
Fruscia vento,
fruscia acqua,
sull'asfalto corre
quasi come risacca.
S'annebbia la campagna, persa nella voce di una bambina.
Tacciono i cieli, illuminati dal brillìo vespertino sui suoi occhi
che è simile al riflesso dell'onda marina.
Le città lontane sono come miraggi
e i dolori vicini
diventano statue di ghiaccio.
Che senso ha piangere,
che senso ha lamentarsi,
quando il gelo brina le gote,
quando il vento nasconde sotto il mantello
i tristi sospiri?
Batte il cuore.
Corre il sangue.
Se ne va il sole
ma vive la notte.
Nessun freddo potrà mai
spegnere
il calore del mio petto.

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