Composta di brezze e di profumi
la tua immagine scorre e galleggia,
un po' più che sogno,
un po' meno che creatura completa
davanti ai miei occhi
velati da stordente torpore e troppo forti
luccichii di sole.
Nell'atmosfera troppo vivida del sogno
vedo la tua ombra vagare nei vortici
di quella vita che chiamiamo polvere
illuminata dal caldo morente sole
filtrante da quella finestra,
via d'uscita per il nostro eccesso di desideri.
Miro il tuo occhio scuro
e la pupilla sembra un pozzo semza fondo
dove mi pare di cadere
fino allo svenimento,
fino a perdere me stesso.
Ma son solo sogni, sono sensazioni stanche,
sono proiezioni, quasi ologrammi.
Cantastorie maledetta, scendi dal tuo trono di fil di ferro
degno di una tigre di carta.
Zittisci il tuo canto malaugurato, e non confondere il sogno,
non confondere la ricerca faticosa.
Finalmente mi quieto, finalmente è silenzio.
Finalmente posso perdermi nel nero delle tue pupille.
(la prima parte è adattata da Flaubert. Non si creda che io sia così bravo)
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