C'era la luna, pochi minuti fa
ora piove e fulmina di nuovo
e spira una lieve brezza,
pallidi ricordi dell'urlio del pomeriggio.
Qualcosa in me ha imitato quella luna,
un sentimento, un pensiero,
radioso oltre le nuvole, tra le stelle,
ma ora scomparso chissà ove, nascosto da una cortina.
La strada è piena di macerie d'alberi
e ogni tanto dell'acqua tamburella sulle foglie
che ancora si tengono attaccate ai rami,
come i miei ricordi, che resistono nella bufera.
Da dove nasce, questa tempesta?
La goccia d'acqua erode la certezza granitica
e la mia coscienza vacilla, come il platano quà davanti.
Cosa succede quando la pioggia diventa veleno?
E dal chiuso della mia stanza, da dietro i miei vetri
sparisce il resto dell'umanità.
Rimane solo il vento, la pioggia, la grandine e il rumore.
Infine tutto tace,
anche il battito sordo in me,
in un lontano borbottio di nuvole.
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1 commento:
Ciao, sono Ada! Dopo giornate travagliate ho trovato rifugio in questa tua bellissima e intensa poesia, ti saluta una ragazza che ogni tanto vorrebbe farsi consolare dalla tua stessa pioggia...
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