venerdì 5 settembre 2008

Autunno presagito

Su questa terra,
carica di sospiri e fatiche d'altre età,
ci aggiriamo,
incoscienti, inconsapevoli.
Arrivano gli autunni, e se ne vanno,
come foglie morte, che marciscono,
lentamente, tra erba e fango,
e noi neppure ce ne accorgiamo.
Domani, se il destino avrà deciso,
potrebbe capitarmi di dover parlare,
in memoria di un uomo,
dal pulpito di una chiesa.
Parlare, e ricordare,
mentre con le parole scivola il tempo
"al di là delle dune",
ed un nuovo autunno arriva.

Autunno, ristoratore.
Autunno, nebbioso.
Autunno non iniziato, solo presagito dai venti
e dai primi stormi, che rapidi provano il volo.
L'autunno è un pensiero
che la carta non coglie
e che la città uccide nella sua frenesia,
che tanto a volte ci manca.

Autunno è vecchiaia, è riposo,
è un rimandare le fredde fatiche future,
è il capire sè stessi
e scoprirsi a volte giovani, a volte vecchi.

L'autunno non è pessimista
ride di sè stesso e dei suoi dolori,
li chiama compagni, amici:
"Come va, fratello, vecchio mio? Continui ancora con me?"
E camminare, d'autunno,
in mezzo all'umanità, già intenta alla festa futura,
tra l'umanità di cui tanto abbisognamo e che tanto a volte ci schifa,
è come capire sè stessi, è come vedersi ad uno specchio.

E quando, infine, nel letto ben coperto,
dimentico di ciò ch'è fuori, di chi veglia fuori delle case,
saluto l'autunno, col cappello,
e me ne vado, sognando.

1 commento:

Murr ha detto...

L'estate è gia finita,è volata via in un attimo e ogni anno mi sembra di non averla vissuta a pieno.
Ma la poesia dell' autunno con i suoi splendidi paesaggi non mi dispiace, presagisce anche cambiamento.