Guarda la notte nella città.
Guarda come il buio svuoti le strade.
Un denso pennello di neropece,
dalle grasse strisce oscure,
steso sugli edifici e nel cielo.
Schizzi di luce casuale
biancheggiano dagli assorti lampioni
e dalle scarse vetture
in corsa folle sull'asfalto,
destino di sonno,
presagio di alba.
Tranquilla, cittadina civile.
Che incubi vivi ogni notte?
Sogni di bui futuri,
abbandonati dai passi.
L'abbandono fatale del giorno che verrà:
erbe, crepe, rifiuti e crolli.
Città, tu temi, lo so,
tu sai cosa sarà.
Ma ancora nottambuli
vagano nelle onde delle tue ombre.
La vita è speranza
e torneranno ancora albe caotiche
di auto e voci.
Vivi tranquilla, finchè c'è vita.
La fine, per ora, è solo
una nera inquietudine
dai lunghi e lontani brontolii.
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