martedì 26 febbraio 2008

canto della nebbia

penombra di occhi
socchiusi dal sonno.
sole lontano
bruciato e inscatolato.
il cuore pompa aria
e lacrimano i polmoni.
lame di nebbia
amputano alberi
e i castagni suonano come campanili
per il canto d'una civetta.
campanaro verde e giallo
fiore che nasce dal muschio.
campanula invernale,
sole di mezzanotte
del buio delle radici.
la veste azzurra
che inseguo
tra sonno e ubriachezza
crea bestie e mostri di vapore.
giocano, le tue mani,
con cortecce e foglie
e il sangue arrossa
la tua fronte color di nebbia.
pianura o brughiera,
osteria del freddo
dove trovo il vino dei ricordi.
suona una voce dagli arbusti
e ora che ti ho raggiunta,
increspando appena la nebbia.
e io mi perdo,
in ricordi e in vortici d'argento.

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