venerdì 3 aprile 2009

La Via Crucis dell'Uomo

Questa sera è stata particolare. Bella. Strana. Illuminante.
C'era la via crucis pasquale di quartiere. Mia voglia vicina allo 0, durante il pomeriggio, con i preparativi. Eppure...
Sono uscito, all'inizio. Io avrei dovuto leggere la quarta stazione, quella che avevamo preparato sotto casa mia. Ho deciso di approfittare del tempo che avevo. Ho preso la mia fedele macchina fotografica e sono andato a riprendere la stupenda scenografia delle vie e delle case buie illuminate dai lumini alle finestre, ai balconi e ai bordi delle strade e dai fari messi alla varie stazioni. Poca gente in giro, tutti dietro il corteo. E ho incontrato una mia anziana vicina, la nonna di un mio vecchio amico. Abbiamo parlato un po', del più e del meno, il solito, insomma. ma nel frattempo siamo stati avvicinati da una famiglia di indiani (credo siano indiani) che abita in un palazzo vicino. Non avevano mai visto una scena del genere, soprattutto le due ragazzine, che avranno avuto undici o dodici anni. Sveglie, spigliate, e senza timore di parlare. Hanno chiesto a me e alla vicina anziana che cosa significasse tutto quell'apparato, per loro assolutamente sconosciuto e incomprensibile. E gliel'abbiam spiegato. Loro hanno capito (anche grazie alle ragazzine che hanno spiegato nella loro lingua alcuni concetti difficili) e, soddisfatti, se ne sono andati.

Questa è stata una delle cose più belle che mi siano capitate. Vicini stranieri ci hanno avvicinato, hanno tentato di capire i nostri altarini, le nostre tradizioni, senza giudizio. E questo in barba a tutti quelli che affermano la pericolosità e la chiusura di tutti gli stranieri nella nostra società.
Mi è sembrato di vivere in una situazione che ritenevo esistere solo nei libri: gente con idee, origini, tradizioni, religioni diverse compie gesti di normale convivenza civile, magari anche di vivere qualcosa dell'altro. è inesprimibile quello che provo. vorrei mi capitasse più spesso.
Isissibus*

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