lunedì 6 aprile 2009

Via Crucis D'Abruzzo

Splendevano le strade,

splendevano le finestre

alla tremolante rubiconda luce

di centinaia di candele.

Le strade erano un tempio

e passi di lutto vi passavano

attenti a smuovere appena

quel sanguigno tremolio e la polvere appena posata.

Ecco, passa la processione,

Cori, camici, lampeggianti,

sacre lettere, bestemmie, e le stelle e la luna

affacciate dagli occhi indiani di una bimba spaventata.

Ecco, è tutto finito.

Ecco, si spengono macchinari, si smontano impalcature.

La strada rimane ingombra di detriti,

logorata dalle macerie del quotidiano.

Ed unica effimera guardia

rimane una croce di chiaro legno

ad un mondo troppo silenzioso,

tenacemente abbarbicata ad una rugginosa ringhiera.

2 commenti:

Murr ha detto...

Sono proprie le sensazioni vissute in questi momenti tragici.
E' tremendo quello che è successo! Io non ho parole.
Meno male che la mia città non ha avuto ripercussioni gravi.

Isissibus ha detto...

in realtà questo scritto nasceva come cosa di gioia. poi ho deciso di modificarlo.