Splendevano le strade,
splendevano le finestre
alla tremolante rubiconda luce
di centinaia di candele.
Le strade erano un tempio
e passi di lutto vi passavano
attenti a smuovere appena
quel sanguigno tremolio e la polvere appena posata.
Ecco, passa la processione,
Cori, camici, lampeggianti,
sacre lettere, bestemmie, e le stelle e la luna
affacciate dagli occhi indiani di una bimba spaventata.
Ecco, è tutto finito.
Ecco, si spengono macchinari, si smontano impalcature.
La strada rimane ingombra di detriti,
logorata dalle macerie del quotidiano.
Ed unica effimera guardia
rimane una croce di chiaro legno
ad un mondo troppo silenzioso,
tenacemente abbarbicata ad una rugginosa ringhiera.

2 commenti:
Sono proprie le sensazioni vissute in questi momenti tragici.
E' tremendo quello che è successo! Io non ho parole.
Meno male che la mia città non ha avuto ripercussioni gravi.
in realtà questo scritto nasceva come cosa di gioia. poi ho deciso di modificarlo.
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