mercoledì 26 maggio 2010

Resti di primavera

C'è pace,
in questo angolo di mondo.
Un sonoro rantolo meccanico
dalla cadenza pesante ed asmatica
è l'ultimo catarro rimasto,
sciolto dal vento tiepido,
del rabbioso nervosismo,
del quotidiano sputo
di polvere e cemento.
Ronzii soddisfatti di stamperie sazie
bagliori di stelle e lampioni storditi.
Civette chiacchierone tra le fronde
e bisbigli telefonici d'amore o di che.
C'è pace, come in uno scampolo di sinfonia.
Dimenticati dalla furia ebbra di pallide stragi
in questa sera, in questo vento,
c'è chi si annega
nel cullante torpore casalingo.
Spossati dal frenetico abbaiare diurno
passanti in tuta ammutoliscono tra i pollini,
troppo stanchi per passioni brucianti,
troppo assuefatti ai legali soprusi,
e dalle corazze scalcagnate
comprate per difendersi nelle routine lavorative
spuntano gramigne inaspettate
di nostalgie, paure, inquietudini.
E un sentimento incomprensibile
innegabile grande, nuovo ma già conosciuto
fa la sua violenta, fugace apparizione.
E le domande inattese
rimangono sospese nel vento
nella pace che c'è
in questo squarcio di tempo.

1 commento:

Murr ha detto...

ma è bellissima... non riesco a staccare gli occhi da questi versi
"Dimenticati dalla furia ebbra di pallide stragi
Spossati dal frenetico abbaiare diurno...
passanti in tuta ammutoliscono tra i pollini..
troppo stanchi
"E le domande inattese
rimangono sospese nel vento"

E' una poesia molto intensa; ci sono tutte le situazioni, le sensazioni che si vedono e sentono in questi ultimi "resti di primavera"... ora io sono come ipnotizzata su questa pagina...mannaggia a te...