la pioggia picchiava
sulla mia pelle
come se suonasse
un painoforte.
un poco delirio,
un poco sonno.
un poco febbre,
un poco canzone.
la fissità della foto
m'imbarazza più
della stessa tua presenza.
t'immaginavo dormire
accanto a me
e la mia mente
parlava nuovi linguaggi,
parole lontane
di nebbie e sole,
di pelle ambrata e stelle.
mi ferisce il raggio del sole
che attraversa i rami spogli
e al tuo viso
se ne sovrappongono tanti altri.
immagino sere d'estate
e parole
e notti abbracciati.
è bello imamginare quei momenti mai vissuti
come se fossero già passati
e trovarsi già alla fine.
ma in fondo...
cosa ne è rimasto del mio mondo,
il mio mondo di ieri?
e tu...
chi sei?
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